Le interrogazioni in Consiglio Comunale del 25 gennaio 2018

2766

Mancanza di illuminazione in via Simone Martini, nel tratto dopo lo stadio verso il Bagnoro dove insistono anche impianti sportivi comunali, è stato l’argomento della prima interrogazione di Alessandro Caneschi.
Sempre Caneschi ha presentato altre interrogazioni: innanzitutto ricordando l’esistenza in passato del servizio di smaltimento amianto gestito da Sei Toscana. Adesso è interrotto. L’assessore Marco Sacchetti ha replicato che intenzione dell’amministrazione comunale è riattivarlo.
La scuola di Indicatore è stata sottoposta a verifica sismica ma i lavori di adeguamento annunciati non sono stati attivati. Sarebbero necessari il ripristino delle facciate dell’edificio e la manutenzione del parcheggio limitrofo. Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha ricordato che il cantiere è stato avviato in data odierna e si tratta di lavori sulla scuola che dovrebbero terminare in 15 giorni. Il parcheggio non è invece di proprietà comunale ma si provvederà al suo ripristino a seguito di accordo con il proprietario.
L’amministrazione comunale ha trasformato in posti a pagamento, da gratuiti quali erano, gli stalli in via Caduti sul Lavoro. Non c’è stata discussione pubblica né approvazione del Pums prima di questo provvedimento. L’auspicio è quello di rivederne il contenuto. Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha ritenuto tale decisione coerente proprio con il Pums adottato dalla Giunta Fanfani. Nel disegno di questo piano urbano della mobilità c’è scritto che l’efficienza del parcheggio multipiano Mecenate dipende dall’assenza di posti gratuiti nelle vicinanze. La conseguenza di questa impostazione è stata la scelta adottata. Anche da parte del sindaco Alessandro Ghinelli è stato rilevato come il parcheggio in questione sia importante ma non strategico. Inoltre, il Pums a cui accennava il vicesindaco necessita comunque un aggiornamento visto che le sue previsioni si basano su dati del 2006. Per questo motivo, è stato affidato un incarico a una società specializzata per completare il rilevamento. Il compito della società si esaurirà a febbraio quando i dati verranno forniti all’amministrazione. Dopo di che il nuovo piano potrà essere sottoposto al giudizio della commissione consiliare competente.

Donato Caporali ha ricordato l’apertura di una sala slot ad Arezzo dopo che l’amministrazione comunale si è sempre espressa in senso contrario al gioco d’azzardo e ha lanciato allarmi in merito al diffondersi della ludopatia. È una sala slot che dista, inoltre, meno di 400 metri dalla scuola Piero della Francesca.
L’amministrazione comunale, grazie alla precisazione dell’assessore Lucia Tanti, ha risposto che è stato dato mandato agli uffici il compito di misurare le distanze di questa e di tutte le altre sale giochi rispetto ai siti sensibili, previsti dalla legge, come le scuole.

Massimo Ricci ha ricordato che un’azienda con sede nel territorio del Comune di Civitella in Valdichiana ha presentato un progetto di ampliamento delle superfici e il 29 gennaio prossimo ci sarà un incontro pubblico dove sarebbe il caso vi partecipasse il Comune di Arezzo. L’assessore Marco Sacchetti ha rilevato, al di là di questo incontro specifico, che il Comune di Arezzo ha interesse a che sia monitorata la situazione vista la prossimità con il territorio dell’azienda in questione.
Sulla proroga della concessione a Nuove Acque, Ricci ha ricordato come da un anno avesse chiesto che il Consiglio Comunale fosse chiamato a esprimersi prima di altri organi e istituzioni. Non si colgono i motivi per cui in 365 giorni non sia stata convocata una seduta per discutere di questo. Adesso sindaco e giunta si fanno i paladini in varie dichiarazioni proprio delle prerogative dell’assemblea. L’assessore Marco Sacchetti ha ricordato che il servizio idrico è un sistema complesso che richiede investimenti adeguati. E proprio la curva degli investimenti prevista dalla concessione originaria presentava un andamento che dal 2021 registrava una caduta degli stessi. Dal 2016 è stato dato mandato di esplorare se esistevano le condizioni per evitare questo crollo e nel novembre 2017 il gestore ha fatto di conseguenza istanza di proroga in considerazione che sono stati rilevati tali presupposti per la rinegoziazione e il rifinanziamento degli investimenti. A quel punto il Comune di Arezzo ha preso questa posizione: pur concordando sull’aspetto tecnico della necessità di risorse da investire, prima di ogni scelta occorre tornare nelle sedi opportune come i Consigli Comunali per un pronunciamento. Mentre l’amministrazione poneva questa condizione, c’è stata un’accelerazione delle procedure. Da un punto di vista politico la rapida scelta sulla proroga ha indubbiamente le sue ricadute. Anche il sindaco Alessandro Ghinelli ha rilevato un disegno complessivo di gestione dei servizi che oramai ha preso piede in Toscana e che coinvolge non solo l’acqua ma anche i rifiuti e, più in generale i servizi pubblici, sanità e gas compresi. Un disegno in cui gli ambiti gestionali possono essere unici e di dimensione regionale, non altrettanto per il livello di indirizzo e controllo che deve al massimo rimanere di “area vasta”. Occorreva, per il sindaco, un tempo adeguato per discutere del futuro dell’acqua ad Arezzo e in Toscana. La conclusione è stata su Estra, giudicata dal sindaco una società capace di gestire reti territoriali, nata per il gas ma che può funzionare bene anche per l’acqua. Il presupposto è ovviamente un suo ingresso nel capitale azionario di Nuove Acque.

Francesco Romizi ha ricordato che la Casa delle Culture sorge in uno degli edifici meglio recuperati della città. Dal 2013 è gestita da Oxfam Italia. Il front office gestisce 8.000 utenti annui. A marzo scade la convenzione senza che emerga un qualche interesse a rinnovarla.
L’assessore Barbara Magi ha dichiarato che per ora ci sarà una proroga della convenzione di pochi mesi. Dopo di che sarà mantenuto il servizio di front office mentre per il resto dell’edificio è stato rilevato come ci siano spazi e condizioni per un suo diverso utilizzo.
Ancora Romizi ha ricordato che per la scuola media Cesalpino le verifiche statiche non hanno dato risultati soddisfacenti. Le criticità emerse su strutture e materiali necessitano interventi di adeguamento. Una progettazione definitiva è prevista però solo per la palestra. Per l’edificio principale della scuola non si registra alcun progetto. E anche i lavori sulle scuole in generale previsti dal piano triennale delle opere pubbliche verranno finanziati con risorse incerte come i proventi da concessioni edilizie. Romizi registra dunque ritardi e progettazioni limitate. Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha ricordato come i fondi messi a disposizioni delle scuole, per studi e analisi sulle strutture degli edifici e per i conseguenti adeguamenti, non hanno pari rispetto al passato. Per l’edificio della Cesalpino c’è un aspetto fondamentale: gli 800 ragazzi circa ospitati a causa dei quali vanno organizzati i lavori ma contemporaneamente sistemati gli studenti. L’idea per essi è utilizzare gli spazi alla ex Cadorna oggi gestiti dalla provincia. L’auspicio è aprire il cantiere a settembre. Tale situazione logistica si ripeterà anche per altre scuole.

Luciano Ralli è tornato sulla questione dello Spazio Famiglia, servizio che ha coinvolto centinaia di coppie e minori, pubblico e gratuito. Dal 2017 è sospesa una parte di attività in attesa di un chiarimento sulle dimensioni del distretto della zona sanitaria aretina. L’eventualità di un distretto allargato non è più attuale. Ora che tale dubbio è stato eliminato, qual è il destino del servizio sospeso?
L’assessore Lucia Tanti ha replicato che di fatto la Giunta Regionale non ha ancora deliberato il ritorno della zona aretina alla sua “indipendenza”. Da un punto di vista giuridico Arezzo è ancora nella zona ampliata per cui l’amministrazione è in attesa che la Regione proceda sulla scia di quanto promesso. La Asl ha comunque accolto la proposta del Comune di Arezzo e metterà a disposizione uno psicologo per garantire in futuro, probabilmente da marzo, il servizio per ora sospeso.