Lavoro: Cgil, da tempo allarme boom dimissioni neomamme, intervento politico (2)

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(AdnKronos) – Ma la crescita delle dimissioni delle lavoratrici madri, rilevano le due sindacaliste, “racconta tanto di più. Racconta il perdurare di fenomeni discriminatori e che i costi della maternità ricadono ancora prevalentemente sulle lavoratrici, specie se sole o a basso reddito. I padri che lasciano il lavoro per le motivazioni di cui sopra ci sono, ma in misura straordinariamente ridotta”.
Racconta, aggiungono Scacchetti e Taddei, “della difficoltà delle politiche per la conciliazione, della necessità di mettere in campo maggiore welfare pubblico, ma anche di declinare il tema della responsabilità sociale di impresa affrontando la maternità non come una questione privata o come un costo da comprimere, ma come un valore sociale”.
Per la segretaria confederale e per la responsabile Politiche di genere della Cgil, il dato sulle dimissioni volontarie “non da ultimo chiama in causa la necessità di rafforzare il monitoraggio del fenomeno da parte del Ministero del Lavoro, valutando anche gli esiti degli interventi legislativi introdotti per contrastare le cosiddette dimissioni in bianco”. Se il ‘benessere’ di una società si vede dalla condizione delle donne, concludono Scacchetti e Taddei, “non è più rinviabile un intervento politico che permetta loro di non dover scegliere tra lavoro e maternità, valori che appartengono non solo alle donne ma all’intera collettività”.