Olio: Italia Olivicola chiede tavolo anti crisi, peggior annata secolo

Roma, 22 nov. (AdnKronos) – “Chiediamo un tavolo anti crisi interministeriale per mettere in campo iniziative volte a ridare ossigeno ai frantoi oleari, agli oleifici cooperativi, e per avviare un concreto confronto che porti al varo del nuovo piano olivicolo nazionale in grado di rilanciare uno dei settori principali dell’agricoltura italiana”. Così Gennaro Sicolo, il presidente di Italia Olivicola, che suona il campanello d’allarme sul quadro “drammatico” dell’olivicoltura italiana “alla prese con una delle peggiori campagne olivicole di sempre”.
La raccolta, infatti, sottolinea Italia Olivicola, che trova solitamente a dicembre il suo culmine, può infatti già considerarsi conclusa in gran parte d’Italia con almeno due mesi di anticipo. Colpa soprattutto delle gelate di fine febbraio e del maltempo che ha investito l’Italia in queste settimane. La situazione più critica in Puglia, polmone olivicolo nazionale. Nella zona più importante della produzione italiana, infatti, le province di Bari e Bat, la riduzione sfiora il 90% rispetto allo scorso anno. A Corato, Andria, Ruvo di Puglia, Bitonto, città vocate all’olivicoltura, molte attività hanno già chiuso i battenti, mentre alcune non hanno nemmeno iniziato a lavorare.
L’olivicoltura, sottolinea il Consorzio Nazionale che è la più importante organizzazione dell’olivicoltura italiana, è praticamente rasa al suolo, invece, in Salento, dove la strage di ulivi causata dalla xylella continua senza alcun tentativo di rimedio. Lo scenario non migliora in Calabria e Sicilia, le altre due regioni olivicole d’Italia, che registrano pesantissime perdite di frutto e di prodotto appesantite dalle recenti abbondanti precipitazioni piovose.