Spiagge: Wwf, no agli accessi mare privatizzati, sono beni comuni (2)

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(AdnKronos) – Le servitù di passaggio per gli accessi alla spiaggia libera ed alla battigia, anche relativi dunque all’attraversamento di stabilimenti in concessione, sottolinea il Wwf, “sono regolamentati dal Codice Civile e dal Codice della Navigazione. Sebbene questi vengano a volte negati, costituiscono un diritto per chiunque e basta la segnalazione non solo alla Guardia Costiera ma anche ai Carabinieri Forestali o alla Polizia Municipale (a seconda dei casi) per ripristinare eventuali violazioni”.
Il Wwf ha ripetutamente documentato come in Italia gli stabilimenti, sostanzialmente triplicatisi dal 2001 quando erano poco più di 5mila, abbiano snaturato la linea di costa realizzando in alcuni casi vere e proprie cittadelle multiservizi. Le spiagge libere, specie quelle storicamente legate alla fruizioni di residenti e turisti di luoghi di enorme bellezza, “vanno garantite e tutelate”.
Questo, sostiene l’associazione ambientalista, “dovrebbe rientrare anche in una precisa programmazione dei Comuni che per tempo, ben primo della stagione balneare, dovrebbero definire il quadro dei servizi prevedendo i mille fenomeni di abusivismo che si registrano in questo settore, dallo sconfinamento delle aree in concessione all’affitto non autorizzato di ombrelloni e lettini già sistemati in spiaggia, dalla gestione di posteggi fai da con relativo servizio navetta (privo di autorizzazione e relative assicurazioni) all’arroganza di proprietari o affittuari sull’impedire servitù di passaggio pubblico per godere di beni comuni che dunque non possono essere sottratti al godimento di tutti nei termini e nei limiti della legge”.