A Sansepolcro nel 2019 la TARI non aumenterà nonostante i rincari imposti dalla Regione Toscana

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Il lavoro e l’impegno dell’Amministrazione Comunale di questi anni ha evitato l’aumento della TARI a Sansepolcro, nonostante il rilevante aumento dei costi fissi, l’Amministrazione Comunale di Sansepolcro è riuscita a contenere un rincaro di circa 200.000 euro del corrispettivo che compone la tassa sui rifiuti grazie al lavoro di recupero dell’evasione e alla tempestiva denuncia dei disservizi subiti durante la scorsa estate.

I cittadini di Sansepolcro avrebbero dovuto subire un rincaro dell’8% rispetto allo scorso anno se non ci fosse stata a monte la volontà politica di lavorare energicamente sul recupero dei crediti attraverso la lotta all’evasione messa in atto durante il 2018. Oltre a questo, grazie alla tempestiva denuncia dei disservizi subiti durante lo scorso mese di agosto, il nostro Comune è riuscito a farsi decurtare 50.000 euro dal corrispettivo, ovvero la quota corrispondente al costo di un mese del servizio del porta a porta. Grazie dunque all’impegno degli assessori Del Furia e Marconcini, del Sindaco Cornioli e degli uffici, per l’anno in corso non ci saranno aumenti di TARI e questo, oggettivamente, crediamo che sia un grande risultato politico. 

Nonostante tale esito favorevole crediamo che sia comunque doveroso denunciare, ancora una volta, l’attuale modello di gestione dei rifiuti che quest’anno ha fatto registrare un ulteriore aumento incondizionato dei cosiddetti costi fissi: dei 202.000 euro di aumento complessivo soltanto 92.000 sono riconducibili ai servizi effettivamente richiesti dal Comune a Sei-Toscana, mentre i rimanenti 110.000 sono imputabili ad un aumento del 75% dell’eco-tassa voluta dalla Regione e sbloccata dal Governo nazionale attraverso l’ultima legge finanziaria, all’aumento degli IDA (indennità di disagio ambientale) che dobbiamo pagare ai comuni dove hanno sede gli impianti di smaltimento, al venir meno del contributo regionale, ecc. 

La crescita smisurata dei costi fissi non fa che dimostrare, ancora una volta, che il modello toscano di gestione sia espressione di una volontà ben precisa: quella di impedire ai comuni ancora poco virtuosi in termini di raccolta differenziata di fare i primi investimenti significativi per efficientare i propri sistemi di raccolta. Un comune come il nostro che si trova a dover affrontare un aumento sconsiderato come quello spiegato sopra, come potrebbe sostenere eventuali investimenti per la raccolta differenziata? Perché la Regione non si decide ad utilizzare l’intero budget generato dall’eco-tassa per sostenere i comuni che vorrebbero iniziare ad investire sulla raccolta differenziata? Perché fin qui solo una quota residuale è stata destinata a ciò?

Probabilmente la verità è che i rifiuti indifferenziati fanno ancora comodo a quelle società che con la gestione degli impianti continuano a percepire ingenti utili.

Ad ogni modo, pur avendo un margine di azione molto risicato, l’Amministrazione Comunale è riuscita ad effettuare alcuni importanti investimenti, integrando il servizio di raccolta con cassonetti per l’umido (che saranno istallati a breve), con tre eco-compattatori, con le foto-trappole per la rilevazione delle infrazioni e con un servizio a chiamata per il ritiro del verde. Oltre a ciò, sul fronte della sensibilizzazione alla raccolta differenziata sono stati portati avanti iniziative sulle scuole e progetti a costo zero come “Differenziare per risparmiare”.