Dal Rotary Club Arezzo un percorso di Pet Terapy formativa per i giovani

“Avere un animale per amico aiuta a ritrovare un clima di benessere globale. La riduzione di stress che ne deriva trasmette un senso di calore di fiducia, dare e ricevere amore accudendolo sviluppa un forte senso di responsabilità”. Per questo il Rotary Club Arezzo, come spiegano appunto le parole del presidente Marco Becucci, in collaborazione con il Rotaract Arezzo ha pensato di partecipare al Progetto con il titolo “66 Gocce per Massimiliano”, appunto in memoria del Governatore del Distretto Rotary Massimiliano Tacchi, venuto a mancare lo scorso anno.Si tratta di un progetto di PET TERAPY, che ha avuto ieri, 2 maggio, il suo momento conclusivo, e che nasce in collaborazione con la scuola ITIS “Galileo Galilei” di Arezzo, il CALCIT con il progetto GIONA, e la Fondazione ARTE&CO.Scienza. Arte&Co.Scienza vede la luce nel 2006 ad Arezzo ad opera di Massimo Gallorini, suo presidente. Ha come scopo primario – spiega ancora il presidente –  di studiare, ricercare e valorizzare tutto ciò che consenta di coniugare arte, scienza, tecnologia, benessere ed etica. La fondazione non ha scopo di lucro perché i fondatori mirano a creare plusvalore culturale ed etico da reinvestire in altrettanta cultura e quindi ad auto finanziare i futuri sviluppi e avere l’orgoglio di poter dire: “ We are where the action is!”. Il tutto ha visto la partecipazione di numerosi studenti dell’Itis, ed è stato realizzato in collaborazione con il Calcit Arezzo, e condotto da Daniela Rogialli,  proprietaria degli animali e si è svolto negli spazi messi a disposizione gratuitamente del centro studi Arte&Co.Scienza.“All’ultimo incontro – spiega poi Massimo Gallorini – sono voluti venire tutti i genitori per ringraziare delle positive risultanze che il progetto ha avuto sui loro figli. Di questo sarà data testimonianza nell’ambito del più generale progetto GIONA che avviai 4 anni fa come presidente del Rotary con il Calcit:  Ippocentro sarà infatti presentato alla Borsa Merci venerdì 10 Maggio e quest’anno, oltre alla testimonianza diretta degli studenti, avremo anche quella scritta dei genitori che ci forniranno alcune brevi riflessioni sui positivi cambiamenti dei loro ragazzi”.Secondo i promotori dell’iniziativa, quindi, in questo periodo storico, l’umanità è caratterizzata da smarrimento collettivo e confusione di valori, dove spesso l’ipertecnologia sovrasta il contatto con la natura, fra il materiale l’immateriale. Gli animali hanno un potere terapeutico e questo potere, dai molteplici benefici, porta alla riscoperta del valore della relazione, dove l’arte del prendersi cura considera l’altro nella sua visione olistica di persona e la palestra di emozioni che circonda promuove empatia, in un contesto sia di promozione alla salute che di sostegno alla disabilità di ognuno di noi. “Questa esperienza – spiega a sua volta Daniela Rogialli – rappresenta un contenitore di repertori relazionali cognitivi ed emozionali unici.Questa iniziativa è stata molto apprezzata e alcuni dei partecipanti hanno richiesto di continuarla anche personalmente. Pensiamo già a come poter organizzare una seconda edizione per settembre. Auspichiamo anche che per quella data, come richiesto espressamente da studenti e genitori, sia normalizzata la viabilità con il prolungamento del limite a 50 Km/h anche nel tratto fra la fermata dell’autobus e il Centro Studi. Con il nostro progetto vogliamo far conoscere agli studenti il cavallo e il cane per conoscere meglio se stessi ed aiutarsi nelle correlazioni fra esseri umani, animali e natura e superare le dipendenze da cellulare, videogioco, fumo, alcool…”Insomma secondo gli organizzatori di questo importante momento fortemente voluto dal Rotary Club Arezzo, ha confermato che sperimentare l’incontro  con un  animale,  quale il cane  o  il cavallo,  questi esseri grandi eppure così delicati, morbidi che richiedono carezze, cure e che ci permettono un ruolo da protagonista  attivo  nelle  scelte, è  emotivamente  stimolante  e  permette,  di  aumentare l’autostima, la serenità, preparandoci a vedere i bisogni di altri aiutando a colmare quel vuoto  dentro  di  noi  che quindi non  ha  più  bisogno  essere  riempito da altre  dipendenze.