Giorgi: “Il PD aretino a congresso, partito nuovo”

L’occasione che si propone domani domenica 29 settembre, nella storica sala dell’Aurora, non è rituale, non è una formalità, è per i Democratici aretini una svolta, un tornante decisivo per la stessa città di Arezzo, per le amministrative dietro l’angolo. Ho lavorato in questi ultimi mesi attorno alla vocazione unitaria del PD e raccolgo con soddisfazione il principio di un cammino unitario a cui accedono tutte le sensibilità del partito.
Deve essere un Congresso vero, in cui il vecchio adagio di Giuseppe Tomasi di Lampedusa “cambiare tutto per non cambiare nulla” sarebbe omicida. Sono interessato al partito nuovo, a quel partito che Nicola Zingaretti vede fuori dalle sedi, tra il popolo, in ascolto dei corpi intermedi, dell’associazionismo, sempre e non solo per i tour preelettorali. Zingaretti, poche ore fa ha lanciato la linea “ … apriamo le porte, non per una sinistra respingente “ io aggiungo per un centrosinistra accogliente.

E’ il tempo di aprire il partito nuovo a grandi battaglie politiche ad iniziare da regole praticate come la parità di genere. C’è una questione femminile che a mio avviso va concretizzata valorizzando il contributo strategico delle donne del PD e oltre. Questa questione deve appartenere a tutto il partito con segni riconoscibili. Il coraggio delle scelte, all’insegna di integrazione e sicurezza, ci porta a fare dello Jus culturae una battaglia democratica, lo scrivo con la d piccola ma dal grande significato umano e politico. Mi hanno colpito le parole del cardinale Bassetti su cittadinanza e accoglienza e come cattolico politico vi trovo discernimento e incoraggiamento alla coesione sociale.

Il PD nuovo non si attardi sugli scontri autoreferenziali tra nomenclature antiquate ma “ alzi la canzone popolare “ sul partito del lavoro con scelte precise dalla parte dei lavoratori riconquistandoli ad una militanza di centrosinistra, iniziando dalla sicurezza nei posti di lavoro ( quanti incidenti nell’aretino ) e con regole certe nei confronti dell’evasione fiscale ( vedi ultime notizie nello stesso territorio di Arezzo ) . Da anni, fin dal varo del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e di Campigna, della Riserva naturale del Sasso di Simone, alcuni di noi hanno testimoniato una vocazione verde ambientalista, ora non basta più la testimonianza: il partito diventi ambientalista. Sarà una battaglia quella per la scuola davvero di tutti e per porre cultura e formazione professionale al centro della quotidianità politica ma sarà decisiva, insieme al progetto nazionale per il turismo attività produttiva che intendo portare alla Costituente delle Idee, per lo sviluppo dei nostri territori comunità.

Ho spinto senza tentennamenti dentro la mia sensibilità per la candidatura a Segretario provinciale di Francesco Ruscelli. Apprezzo di Francesco la cultura politica, la pazienza, la mediazione. Ora è il tempo del partito nuovo.
Porto al Congresso la questione di Arezzo città. Sulla falsariga della vocazione unitaria è il tempo di “ mettersi tutti alla stanga “ ( lo ricordava Alcide de Gasperi a Giuseppe Dossetti ), lo ricordo io ben più umilmente, per conquistare il municipio di Arezzo. Le divisioni della traballante maggioranza comunale, i distinguo sulle Fondazioni posticce, la manutenzione preelettorale, la città agli ultimi posti nelle classifiche d’indagini nazionali, chiamano il centrosinistra ad innalzare su programmi, prospettive, candidature a sindaco la bandiera di AREZZODEMOCRATICA.
Il completamento della 2 Mari, interloquendo con il neo ministro Paola De Micheli, sul piano turistico culturale la proposta della Città dei Grandi città d’Arte, Arezzo Capitale Italiana della Cultura aprendo il confronto con Dario Franceschini e il MIBACT ( è il ministero economico più importante del Paese dice Dario ), il decoro urbano per Arezzo città dell’umanesimo italiano, sono alcune idee del Sogno Aretino.
Buone idee; questo non è il tempo della prudenza politica, dell’oggi è prematuro come ripete qualche caro amico personale, oggi è il tempo dell’azione politica. Buone idee per un PATTO MUNICIPALE per Arezzo che superi le piccole coalizioni e vada con tutto il centrosinistra sociale, civile, politico al confronto con il Movimento 5 Stelle senza veti, senza preconcetti, non con i tatticismi da ballottaggio ma con la scommessa su un PATTO programmatico.
Dopo i programmi poi le candidature. Non ci sono candidature per tutte le stagioni, non ci sono ottimati per tutte le amministrative. In queste ultime settimane è iniziato il gioco del cerino ( la metafora non è casuale) nel proporre attraverso i giornali ( che fanno il loro mestiere ) vari nomi, spesso d’illustri clinici, qualcuno anche caro e stimato amico, sono convinto che il PD debba aderire a un metodo: prima il programma poi il nome e aggiungo la squadra di governo per Arezzo la città di tutti.
Porto al Congresso queste idee.
Ora “ portiamo il PD nel futuro “.