Il Natale vòlano per l’economia. Aziende: manifatturiero in calo, crescono le imprese orafe

Sostenere la vitalità imprenditoriale attraverso il rilancio dei consumi: è questo l’obbiettivo che Camera di Commercio sta perseguendo attraverso il supporto alle molte iniziative che l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria hanno organizzato in questo periodo prenatalizio nel capoluogo aretino ed alle altre che si stanno svolgendo nei comuni della provincia.

“Il sistema economico aretino è, come sappiamo, fortemente orientato all’internazionalizzazione -sottolinea il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi- e, come Camera di Commercio, abbiamo sempre supportato la proiezione delle nostre imprese verso i mercati esteri. Contemporaneamente vogliamo favorire interventi che siano in grado di aiutare un mercato interno che, nel corso degli ultimi 10 anni, ha manifestato segnali di forte sofferenza. Le manifestazioni che si stanno susseguendo in questi giorni rappresentano, infatti, importanti occasioni di valorizzazione e promozione delle eccellenze del territorio e del nostro sistema imprenditoriale. Se consideriamo solo l’area aretina con un finanziamento complessivo di quasi 100.000 euro stiamo contribuendo all’organizzazione delle iniziative della “Città del Natale, del “Villaggio tirolese, del “Mercatino di Piazza San Jacopo”, senza dimenticare il sostegno alla campagne di comunicazione della “Fiera Antiquaria” e ad alcune collaterali come “Gioiello in Vetrina”. Per questo esprimiamo soddisfazione per il successo che queste manifestazioni stanno incontrando nella cittadinanza e soprattutto nei molti turisti che approfittano di questi eventi per visitare un territorio in grado di coniugare bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche con una vitale realtà commerciale ed imprenditoriale .”

“Sistema imprenditoriale che -commenta il Segretario Generale dell’Ente Giuseppe Salvini- conferma una certa stabilità, sia pure in un contesto generale complesso e ricco di insidie. I dati del Movimprese relativi al terzo trimestre 2019 fotografano una demografia imprenditoriale in lievissimo aumento (+ 46 unità) rispetto allo stesso periodo del 2018. Un aumento che, aggiungendosi al dato positivo del secondo trimestre (+89 imprese), bilancia in parte la flessione del primo trimestre (-202) anche se il saldo dei primi nove mesi del 2019 rimane ancora negativo per 67 imprese. Al 30 settembre 2019 il totale delle imprese registrate, escludendo le unità locali e le sedi secondarie d’impresa, si è attestato a 37.460 unità, di cui 9.922 artigiane. Per quanto concerne le forme societarie, a livello di stock, sono sempre le imprese individuali la forma giuridica numericamente più rilevante (19.616 unità), seguita da società di capitali (10.454 unità), società di persone (6.546 unità) e altre forme (844 unità). Nel confronto con il 2018 si conferma la crescita delle società di capitale (+3%) ed in misura minore le altre forme (+0,6%), mentre sono sempre in contrazione le società di persone (-2%) e le imprese individuali (-1,7%). Un segnale dell’irreversibile processo di consolidamento del tessuto economico attraverso forme societarie più idonee ad operare su un mercati più complessi, ad iniziare da quelli esteri. A livello di macro settori, solo il terziario presenta variazioni positive: ad esempio, attività finanziarie ed assicurative (+0,7%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+2%), servizi di supporto alle imprese (+2,5%), sanità ed assistenza sociale (+7,8%).

All’interno di un manifatturiero in flessione, crescono (seppur limitatamente) le imprese orafe (+0,1%), quelle tessili (+0,8%), quelle di articoli in gomma/plastica (+2,3%), quelle di produzione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2,8%) e quelle di produzione di prodotti in metallo (+3%). Nel commercio diminuiscono le aziende all’ingrosso (-0,6%) ma soprattutto quelle al dettaglio (-2,7%).”

“Questi segnali – continua Salvini- evidenziano direttrici di sviluppo importanti, anche in chiave futura: il benessere, la salute, il digitale 4.0, la green economy, il turismo sono infatti i settori di attività economica che sicuramente avranno interessanti prospettive di crescita. Questi settori sono anche i protagonisti di un miglioramento occupazionale, riferito prevalentemente a profili di media-alta specializzazione, che porta, nel terzo trimestre 2019 ad una crescita di 1.718 addetti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un incremento che porta il totale degli addetti operanti nelle imprese aventi sede nella provincia di Arezzo a 121.095 unità (+1,4%). Si tratta comunque di dati da valutare con prudenza essendo il quadro generale economico orientato al rallentamento, con alcune criticità a livello internazionale connesse anche ai riflessi indotti dalle tensioni geopolitiche, dalle politiche protezionistiche e dagli sviluppi della Brexit”.