Maxi blitz della polizia: decine di immigrati africani arrestati. CasaPound: “Ottima notizia, ma vanno rimpatriati subito”

, 10 mag – Due giorni di perquisizioni e inseguimenti, decine gli arresti, diversi etti di droga sequestrati e una pistola rivenuta tra gli alberi del parco Pionta. Questi i risultati del maxi blitz condotto dalla di Stato ad Arezzo, che negli ultimi due giorni è intervenuta in modo radicale in città, accendendo di nuovo i riflettori sulla situazione di insicurezza e degrado che le periferie aretine vivono ormai da molto tempo. L’intervento delle forze dell’ordine, programmato da molto tempo e svoltosi nel massimo riserbo, ha ricevuto il plauso di CasaPound, da sempre sensibile al tema del degrado nelle periferie, che è intervenuta sulla questione con un comunicato.

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per la riuscita del blitz che la ha condotto negli ultimi giorni in città, arrivando ad arrestare decine di spacciatori africani e scoperchiando quella che è una rete criminale ben più ampia – dichiara Francesco Campa, responsabile aretino di CasaPound – negli anni infatti ci siamo da sempre battuti in prima linea per la tutela dei cittadini delle zone in questione, combattendo lo stato di degrado e insicurezza di Saione e del Pionta con sit-in, passeggiate per la e comunicati di . È sotto gli occhi di tutti che Arezzo, nell’ultimo periodo, è diventata una città in mano a bande criminali che si contendono le piazze di spaccio, con interi quartieri ostaggio di degrado e microcriminalità, aree urbane ormai ridotte a bivacco di immigrati, risse e overdosi a cadenza mensile. Non possiamo quindi che essere soddisfatti per operazioni di questo tipo, che contribuiscono a invertire la rotta, dando una spallata al degrado e alla microcriminalità e provando così a restituire le zone periferiche di Arezzo ai cittadini”.

“La situazione di Arezzo, con alcuni quartieri, tra cui quelli oggetto del blitz, completamente abbandonati al degrado – prosegue Campa – non è altro che uno degli effetti di quell’ incontrollata tanto voluta dalla sinistra negli ultimi anni e che sta cominciando a dispiegare i propri effetti. Alcune zone di Saione, il quartiere dove ieri mattina è avvenuta la retata delle forze dell’ordine, sono l’espressione perfetta di questa situazione: in un quartiere adiacente al centro, un tempo zona residenziale fiore all’occhiello di Arezzo, alcune aree si sono trasformate in poco tempo in una discarica a cielo aperto, una zona franca di criminalità, in cui i pochi aretini rimasti devono convivere ogni giorno con bande criminali straniere in lotta tra loro, spaccio alla luce del sole e siringhe usate lasciate agli angoli della strada”.

“Ben vengano dunque gli interventi delle forze dell’ordine per risolvere la situazione – conclude Campa – ma cosa accadrà dopo questa eccellente operazione? Non vorremmo che gli immigrati arrestati negli ultimi giorni tornino presto a delinquere in città. Troppo spesso leggiamo infatti di immigrati irregolari arrestati e rilasciati subito dopo, questo non può e non deve essere uno di quei casi. La situazione di Arezzo è critica, per risolverla la soluzione è solo una: rimpatrio immediato dei criminali arrestati, a cui non deve essere permesso di tornare tra qualche settimana a piede libero e di conseguenza a delinquere. Queste persone sono criminali che stanno avvelenando Arezzo, per loro non ci deve essere più spazio”.