Personal Jesus dei Depeche Mode

LA MUSICA CHE GIRA INTORNO

Paesaggi Musicali Settimanali a cura di Roberto Fiorini

 

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Nel 2003 il geniale produttore musicale Rick Rubin chiese a John Frusciante – ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers – di suonare Personal Jesus, riducendola ad uno scheletro blues ed eliminando ogni parte della canzone che non fosse un puro e profondo suono di corde di chitarra.
L’esperimento riuscì e Johnny Cash aggiunse al brano la propria voce creando un vero e proprio capolavoro.
Per ritmo e contenuti tematici blues questa versione sembrava la vera identità della canzone e senza problemi poteva apparire come una composizione di Cash nel suo più recente periodo musicale.
Si trattava invece di una riuscitissima cover di un brano dei Depeche Mode pubblicato quale primo singolo dal settimo alcum in studio Violator il 29 agosto 1989.
La versione originale è un capolavoro.
Se la cover di Cash è l’esempio perfetto di come utilizzare senza rovinare l’ispirazione di altri, la versione dei Depeche Mode è l’esempio di come mescolare tra loro generi musicali ottenendo il meglio dalle loro sonorità.
Il cantante Martin Lee Gore afferma in una intervista di essersi ispirato al libro di Priscilla Presley Elvis and Me .
È una canzone riguardo all’essere un Gesù per qualcun altro – ha ricordato – qualcuno che ti dia speranza e importanza. Riguarda il fatto che Elvis era il suo uomo e mentore e quanto spesso ciò accade in una relazione amorosa; come il cuore di tutti sia come un Dio in qualche modo, e questa non è una visione molto bilanciata di qualcuno, non è così?”.

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Il pezzo, di forte identità blues rock, è arrangiato con l’ausilio della musica elettronica e presenta un testo molto originale.
Una miscela che ne fa una canzone particolare ed alternativa.
Un blues elettrico che testimonia grandi capacità di sperimentazione della band britannica. Una sperimentazione che sta nel ritmo e nel testo appunto, ricco di ambigue metafore tra amore e religione, tra poesia e provocazione.
Citare Priscilla Presley – che descriveva il rapporto di amore che hanno due persone con le parole essere Gesù per qualcun altro – carica il testo della canzone di una tensione che suona in modo straordinario.
Personal Jesus, così come tre quarti dell’album Violator è stata registrata a Milano.
Più precisamente ai Logic Studios di Via Quintiliano 40.
E’ la fine degli anni Ottanta e la band ha scelto il centro lombardo approfittando di una città al massimo del suo sfarzo notturno.
Abbiamo passato quei giorni principalmente uscendo la sera a fare festa” ha raccontato Martin Lee Gore a proposito delle registrazioni del settimo album.
Una mossa che poi si è rivelata vincente.Il caos che regna in quelle notti lunghissime si è tradotto in una sperimentazione unica, del tutto innovatica per l’epoca.
Erano un po’ riservati – ricorda dei Depeche Mode Carmelo La Bionda, storico produttore che insieme a suo fratello Michelangelo gestiva e deteneva i Logic Studios all’epoca – ma molto ispirati e concentrati ”.
Ascoltiamo il brano nella versione originale da oltre 95 milioni di visualizzazioni:

I Depeche Mode hanno registrato cinque brani a Milano, fra cui Personal Jesus , mentre le altre canzoni dell’album sono registrate in Danimarca.
Vengono utilizzati molti campioni.
La particolarità però è che i campioni sono tutti creati da loro.
Usano campioni di loro stessi.
Trascorrono sei settimane intense negli studi milanesi.
Sono tutti vegetariani.
Una band davvero riservata, educata, ragazzi creativi.

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Il fonico Pino Pischetola ha ricordato in una intervista che le percussioni di Personal Jesus non erano altro che dei passi pesanti realizzati con scarponi e registrati su una tromba delle scale dello studio di registrazione.
Una di quelle piccole che porta al quarto piano.
Hanno campionato il suono e l’hanno ripetuto come fosse una drum machine.
Hanno sperimentato tanto, è stato un grande disco di ricerca.
L’ambiguità del testo ha richiamato l’attenzione sulla canzone da parte di numerose band attive in ambito metal tra cui versione la più nota e riuscita è quella realizzata dai Marilyn Manson.
La intensità del ritmo invece ha reso la canzone nota anche nell’ambito pop con l’utilizzo dell’inconfondibile sound da parte di Hilary Duff e Arisa, con risultati più o meno accettabili.
L’uscita dell’album viene anticipata da una campagna promozionale molto originale.
Nei quotidiani del Regno Unito iniziano a spuntare dal nulla delle misteriose pubblicità, con il testo Your own personal Jesus e un numero di telefono.
Chiamando quel numero, si può ascoltare un breve estratto della canzone dei Depeche Mode.
Quel giro di chitarra così rock, unito a quelle ritmiche così decise e aggresive, sono qualcosa di completamente diverso da quanto prodotto dalla band fino a quel momento e colpiscono il pubblico all’istante.
Di ragioni che decretano il successo di quel singolo ce ne sono tante, ma sicuramente una di quelle che determinano la longevità della canzone è il testo.
Un messaggio provocatorio, che non si può fare a meno di interpretare come un inno al materialismo moderno, facilmente riutilizzabile come argomento contro le religioni tradizionali.
In un mondo in cui conta solo ciò che vedi, ciò che tocchi con le tue mani, ognuno ha la possibilità di identificare il proprio Gesù personale e costruire intorno ad esso la propria fede.

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