Petrarca campione toscano under 19

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Alla fine, come da pronostico, la Petrarca Pallamano Arezzo tornò dalle Final Four Campione Regionale Under 19 e vissero tutti felici e contenti. Ma l’epilogo del torneo non è stato una favola, tutt’altro. Una storia vera, fatta di sofferenza e sudore, che ha seguito una sceneggiatura da premio Oscar ma che per questo è molto più bella e resterà indimenticabile.

Si può dominare un campionato e vincere un titolo meritatamente e senza patemi, ma una Final Four è un’altra cosa. Tutte le squadre giocano la partita della vita, l’agonismo e la fisicità spesso prevalgono sulla lucidità e sulla tecnica ed i pronostici saltano. Tutto può succedere. Già sabato pomeriggio Arezzo sottotono soffre la Medicea Poggio a Caiano. Anzi rischia e parecchio contro una squadra regolarmente battuta nelle partite normali. Si va addirittura ai supplementari sul punteggio, bassissimo, di 18 a 18. Ma qui la Petrarca ritrova il piglio della prima della classe: non concede più nulla agli avversari che nei due tempi di extra time neppure riescono a segnare. Si chiude con un 23 a 18 e parecchie, forse troppe, energie spese. Nell’altra semifinale, incandescente, Tavarnelle supera di misura Grosseto

Così alla domenica la finale pronosticata chiude un campionato lungo cinque anni. Da tanto infatti questi due gruppi di ragazzi si rincorrono alternando titoli under 14 , under 17 ed ora under19. Il più importante, il più ambito.La partita è una grande partita. Arezzo parte forte, poi il ritorno di Tavarnelle che però non impedisce alla Petrarca di chiudere il primo tempo a più uno. Nella ripresa i ragazzi di Saadi sono più convinti. Sempre avanti, con gli avversari che non demordono ma non vanno mai oltre parziali parità. A quattro minuti dalla fine Petrarca è a più tre e sembra fatta. Ma i citti, ancora, sono citti e vedere il traguardo vicino gioca un brutto scherzo. Tavarnelle butta nella mischia tutta la sua carica agonistica, acciuffa il 29 pari, poi ancora Arezzo a quota 30 ed ancora pareggio a meno di un minuto dalla fine.

Si può credere al destino? A qualcosa che è già stato scritto e che nessun evento può mutare?  Forse si,  questi ragazzi avevano già scritto questa storia parola per parola con anni di impegni e sacrifici ed il finale non poteva essere diverso, con la realtà che supera davvero la fantasia.

A cinque secondi dalla fine un pallone che pesa un macigno lascia la mano di Matteo Carrai, non a caso un figlio d’arte, compie una lunghissima parabola per una eterna frazione di secondo, gonfia una rete di corda. 31 a 30 ed arriva il triplice fischio. Esplodono i tanti tifosi aretini sugli spalti, i giocatori sono in trance, il Palazzetto di Borgo San Lorenzo diventa teatro delle emozioni, della felicità e della disperazione come dei canti e delle lacrime.

Sono i momenti indimenticabili che rendono grande il vero sport e chi lo pratica, nella gioia della vittoria come nello sconforto della sconfitta. Onore ai contendenti. Tavarnelle ha dato tutto. Arezzo ha dato di più e, meritatamente, ha vinto. La storia continua.