Coingas e Multiservizi, il legame tra le due inchieste. L’ultimo polverone giudiziario scoppiato da due file sul pc di Staderini. Le carte

Due file, l’uno nominato “Amendola” e l’altro “Breda”, custoditi per anni in un computer di Sergio Staderini, ex amministratore di Coingas, azienda al centro di un’inchiesta giudiziaria per cifre, definite dalla magistratura “spropositate” per alcune consulenze.

Un’inchiesta che sta andando avanti e dalla quale, proprio dall’analisi, da parte della Digos, dei pc dell’ex dirigente, sono spuntate fuori due registrazioni, fatte con il cellulare e poi scaricate sul computer, e come si legge nel dispositivo di perquisizione “acquisite in modo occulto”, che hanno scatenato la vicenda relativa alla presidenza di Multiservizi e che hanno portato il pm Claudiani a iscrivere nel registro degli indagati: Luca Amendola, presidente ormai dimissionario della partecipata che gestisce i servizi cimiteriali, Lorenzo Roggi presidente di Arezzo Casa la società che si occupa delle abitazioni popolari e Roberto Bardelli, consigliere eletto nelle fila di Forza Italia e poi passato al Gruppo Misto e conosciuto un pò da tutti con il soprannome “Breda”. Ipotesi di reato: corruzione.

Come si legge nel dispositivo di perquisizione: “in entrambi i casi, tra i conversanti, risulta presente Sergio Staderini evidentemente autore, in modo occulto, della conversazione”.

E il dispositivo prosegue: “il file “Amendola” contiene una conversazione cui partecipano soggetti identificati dalla polizia giudiziaria come Bardelli Roberto (consigliere comunale di Arezzo appartenente alla coalizione di maggioranza che sostiene la Giunta in carica e destinatario del maggior numero di preferenze tra gli eletti), Roggi Lorenzo, Staderini Sergio ed il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.
Nella conversazione stessa emerge il diffuso disappunto di Bardelli e Roggi per il fatto che Amendola non abbia onorato la promessa fatta a suo tempo di far ottenere 200mila euro al Bardelli in cambio dell’indicazione al sindaco, da parte di Bardelli, dell’Amendola quale amministratore da nominare per la società partecipata comunale Arezzo Multiservizi”.

Si legge ancora: “tale erogazione sarebbe dovuta avvenire, sempre secondo quanto ricavabile dalla conversazione, verosimilmente sotto titolo formale di prestito, mediante lo sportello bancario di un istituto della provincia di Perugia (….). In particolare, la Arezzo Multiservizi, per decisione di Amendola, avrebbe spostato i suoi conti correnti presso tale sportello bancario, con afflusso di alcuni milioni di finanza, e ciò avrebbe indotto la banca ad elargire 200mila euro al consigliere comunale”.

La seconda registrazione, denominata, “Breda”, come si legge sempre nel dispositivo di perquisizione “contiene una conversazione tra Staderini e il sindaco Ghinelli, avente in oggetto ulteriori valutazioni e iniziative in merito a quanto riferito nella precedente occasione da Bardelli e Roggi; in tale conversazione, ad ulteriore riprova della serietà della vicenda, vengono pronunciate frasi come:

…. questo non lo so dico … ma te dici perchè me lo chiedi ….dico perchè vorrei che tu intervenissi su Amendola per dirgli di rispettare i patti … eh però i patti esattamente quali erano non lo sa nessuno” … perchè lui si era impegnato ad aiutarlo”.