Galleria Ambigua, “Il femminile allo specchio”. Inaugurata l’11 luglio un’esposizione dedicata alle “raffigurazioni contemporanee della donna”

Verrà inaugurata l’11 luglio presso Galleria Ambigua la mostra Il femminile allo specchio, un’esposizione interamente dedicata alle “raffigurazioni contemporanee della donna”. La mostra intende dare voce ad artisti e artiste che, attraverso la loro creatività ed il loro linguaggio espressivo, hanno messo in forma “l’esser donna” in questa nostra epoca, oltrepassando i confini stessi del sensibili.

Tra i protagonisti dell’evento si annoverano sette pittrici ed uno scultore, Tommaso Musarra, le cui opere costituiscono un omaggio alla donna ed all’amore creatore. Cominciando proprio da questo artista, nelle sue sculture si evince una ricerca profonda “dell’archetipo femminino”, la cui forza generatrice è il motore dell’intero universo. Le sculture di Musarra, infatti, pongono al centro una visione del femminile inteso come spinta vitale da cui “la danza del cosmo” prende forza. In tal senso, a queste opere si legano quelle di Serafini, che ritrae le sue figure femminili all’interno di carte geografiche che non assurgono più da punti di riferimento, ma divengono mappature esistenziali in cui le protagoniste si smarriscono ed al contempo ritrovano se stesse.

Le opere di Serafini paiono perciò volerci far riflettere sulla condizione femminile odierna. Proseguendo nell’esposizione, il fruitore incontrerà le creazioni di Greco, un’artista poliedrica che, nei suoi disegni a tecnica mista, rappresenta figure femminili sospese tra fiumi di parole, eco visibile dei pensieri e delle storie di ciascuno. I colori di Greco, accesi e dirompenti, richiamano una dimensione interiore, nella quale le età scompaiono e ciò che resta è il contatto diretto con il nostro sé più profondo.

I lavori di Deiana raffigurano invece un gioco in cui la fantasia detta le regole, invertendo l’ordine della realtà. In questo modo, l’artista invita il pubblico a decentrarsi dai parametri che dominano le nostre vite, per lasciare respiro all’immaginazione e alle fiabe. Di Tommaso, da parte sua, propone al fruitore una riflessione articolata sull’esistenza e le sue figure, ritratte sempre di spalle, sono l’emblema della nostra condizione di fragilità e, al contempo, d’inesauribile forza. I soggetti della Di Tommaso evocano infatti un desiderio di profonda ricerca interiore. Una ricerca che, nella fase precedente della produzione della pittrice, ha assunto persino i connotati di raffigurazione astratte, in cui il cromatismo assurge a simbologia emotiva. L’astrazione delle emozioni è presente anche nelle opere di Fantucci che, coi suoi colori brillanti e unici, ritrae simboli e figure che si dissolvono sullo sfondo, per lasciare spazio ad un’eleganza che contraddistingue i lavori di quest’artista, a tratti vicina alla “maniera orientale” di dipingere.

Col suo minimalismo colorato, Fantucci riesce a catturare lo spettatore, giungendo ad un’essenzialità che racchiude in sé il concetto stesso di “bellezza”. Proseguendo, le opere di Carniani sono un’omaggio alla creatività e, con la sua originale tecnica, l’artista riporta sulla tela elementi materici, che fanno brillare le figure e conferiscono ad esse una tridimensionalità.

I lavori di Carniani sono a tratti accostabili al mosaico bizantino, da cui riprendono la minuziosa ricerca del dettaglio. Infine, la mostra ha il piacere di ospitare l’opera di Bianconi, un’artista che unisce elementi di surrealismo ad uno stile “gotico”, dando origine ad un mix assolutamente innovativo, che predilige il bianco e nero scuri e dissolve la figura in un vortice di simbolismi, che spingono il fruitore ad addentrarsi nei lavori di quest’originale artista. Attraverso l’indagine del “femminile” e delle molteplici voci che lo interpretano, la mostra intende offrire al pubblico un’occasione di riflessione sull’odierna condizione della donna e “sull’arte al femminile” nel contesto contemporaneo.