Giorgi, Arezzodemocratica: “vicenda Multiservizi, non è possibile calpestare così tutta una città”

Nota di Giuseppe Giorgi, Arezzodemocratica

“Arezzo è la città a cui voglio bene. Ho letto, ripetutamente, con attenzione la trascrizione giornalistica delle registrazioni sulla vicenda Multiservizi e amministrazione comunale di destra. Comunico una emozione: non è possibile ascoltare quelle frasi del Sindaco e dei suoi interlocutori! Come è possibile andare a un incontro registrando la conversazione? Come trattare spostamenti bancari di finanze degli aretini di così grande rilevanza per favori ad personam?

Scrivo subito che sono per valori e sensibilità un garantista e ho grande fiducia nella magistratura, nei suoi percorsi istruttori, a cui ognuno di noi impegnato in politica o nel sociale deve essere devoto.

Ma le registrazioni, se confermate, sono clamorose. La prima riflessione è stata: non è possibile che si giunga a questo livello; non è possibile calpestare in questo modo tutta una città.

Amministrare è un grande onore, servire la propria comunità risponde a regole indiscutibili come rispetto dei cittadini, oculatezza nella gestione delle finanze pubbliche, mettere al di sopra di tutto il bene comune e NON il proprio portafogli. L’amministrazione comunale non è una mangiatoia!
Ancora una volta, ad Arezzo, l’amministrazione di destra viene trovata con le mani nella marmellata.
Espressioni vicine a Casa Pound, il Sindaco Ghinelli il più a destra della storia della municipalità aretina, immersi in una pozza nera.

Ora Arezzo è di nuovo in emergenza istituzionale, la questione morale avviluppa, ghermisce l’amministrazione comunale e apre un cratere di credibilità nella giunta Ghinelli. Questa giunta ha trasformato la Città dei Grandi nella città delle buche, ora si apre una enorme buca nera sulla questione morale. Pongo la riflessione sulla selezione della classe amministrativa della destra, come ieri oggi ci ripropone squallore e traffici, favori e interessi innominabili, sempre con le mani nella marmellata.

Ripenso, per la mia esperienza cattolico democratica a Benigno Zaccagnini, l’onesto Zac che seppe riportare la primavera della Bella Politica intesa come servizio e affidabilità.
Ghinelli e i suoi non sono affidabili per la comunità aretina.

Ora le domande per Ghinelli diventano 5.
Perché l’attuale Sindaco ha portato Arezzo così in basso in tutte le statistiche nazionali ?

Perché non ha pensato a salvaguardare il “paesaggio “ aretino, vedi Quarata, Ponte a Chiani, Arezzo Nord, via Romana, l’agro aretino della Valdichiana?

Perché non ha abbellito le entrate paesaggistiche per Arezzo Capitale?
Perché le 99 frazioni e i quartieri di Arezzo, Saione, San Lorentino, Giotto sono abbandonate e lasciati soli?

Ora promesse di scambio, perché Ghinelli non ha denunciato gli “accordi” tra amministratori di destra?
Ghinelli ha perso il grande onore di essere Primo Cittadino di Arezzo”.