Inchiesta corruzione, due file audio “registrati in modo occulto”. Da qui il polverone giudiziario sulla presidenza Multiservizi

Due file audio acquisiti “in modo occulto” e ritrovati, in un computer di Sergio Staderini, dalla Digos nell’ambito dell’inchiesta Coingas, di cui lo stesso è l’ex presidente.

Erano stati nominati uno “Amendola”, registrato il 5 agosto 2016, e uno “Breda” del 9 agosto sempre del 2016.

Da qui è partito il polverone giudiziario sulla presidenza Multiservizi, che ha portato il pm Claudiani a iscrivere nel registro degli indagati: Luca Amendola, Lorenzo Roggi e Roberto Bardelli. Ipotesi di reato: corruzione.

Come si legge nel dispositivo di perquisizione: “in entrambi i casi, tra i conversanti, risulta presente Sergio Staderini evidentemente autore, in modo occulto, della conversazione”.

E il dispositivo prosegue: “il file “Amendola” contiene una conversazione cui partecipano soggetti identificati dalla polizia giudiziaria come Bardelli Roberto (consigliere comunale di Arezzo appartenente alla coalizione di maggioranza che sostiene la Giunta in carica e destinatario del maggior numero di preferenze tra gli eletti), Roggi Lorenzo, Staderini Sergio ed il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.
Nella conversazione stessa emerge il diffuso disappunto di Bardelli e Roggi per il fatto che Amendola non abbia onorato la promessa fatta a suo tempo di far ottenere 200mila euro al Bardelli in cambio dell’indicazione al sindaco, da parte di Bardelli, dell’Amendola quale amministratore da nominare per la società partecipata comunale Arezzo Multiservizi”.

Si legge ancora: “tale erogazione sarebbe dovuta avvenire, sempre secondo quanto ricavabile dalla conversazione, verosimilmente sotto titolo formale di prestito, mediante lo sportello bancario di un istituto della provincia di Perugia (….). In particolare, la Arezzo Multiservizi, per decisione di Amendola, avrebbe spostato i suoi conti correnti presso tale sportello bancario, con afflusso di alcuni milioni di finanza, e ciò avrebbe indotto la banca ad elargire 200mila euro al consigliere comunale”.