Tenti: “anche sulle politiche per i rifiuti urbani la Regione Toscana ha fallito…”

Nota di Fausto Tenti, responsabile Partito Comunista Valdarno

“L’attuale PRB (Piano Regionale Rifiuti e Bonifica siti inquinati) è stato approvato dal Consiglio Regionale con delibera n. 94/2014 e – da una prima lettura – sottolineai subito che si trattava di un piano strategicamente sviluppista, insomma il solito stantio progetto che partiva dalla fase finale del ciclo dei rifiuti (soprattutto incenerimento e smaltimento) e procedeva a ritroso, “costruendo” – ad arte – una produzione totale di rifiuti urbani ed assimilati tendente esclusivamente a giustificare la costruzione dell’impiantistica pesante. Ricordo la conferenza stampa dell’accoppiata Rossi/Bramerini, nel corso della quale lorsignori parlavano delle magnifiche sorti e progressive del Piano descrivendolo come un “salto di civiltà”, mentre io dicevo, inascoltato, che si trattava in realtà di ritorno alla civiltà della pietra, quando si bruciava di tutto…

Sull’ambito rifiuti, infatti, si gioca una delle partite più rilevanti, quella dove emerge una “schizofrenia” fra dichiarazioni d’intenti dell’attuale giunta regionale – praticare la cd. “economia circolare” – e la sua declinazione nelle scelte politico istituzionali conseguenti. Di fronte ad un nuovo quadro europeo con le recenti direttive, all’andamento tendenziale registrato, all’affermarsi – appunto – della strategia dell’economia circolare, al richiamo che da più parti si è fatto in questi anni a una profonda revisione del Piano…la Regione è stata però sorda: l’unica modifica sostanziale al Piano risale al 2017 ed è servita a cancellare dallo stesso il nuovo impianto d’incenerimento di Selvapiana, alla Rufina. Dico questo perchè il “magheggio” ordito da quei furbacchioni del PD con la più recente revisione del PRB – cioè eliminare dalla pianificazione il previsto termovalorizzatore di Case Passerini a Sesto, sostituendolo di fatto con l’impianto di gassificazione da rifiuti ipotizzato presso la centrale ENI di Stagno, a Livorno, dove saranno portati i rifuti dell’area metropolitana – è stato subito smascherato…in quanto l’anello al naso non ce l’ha più nessuno: cioè, si ripropone di fatto la stessa strategia – con al vertice l’impiantistica “calda” – solo che si sposta a Livorno, mentre a Firenze rimarrebbe un impianto di selezione. Per rimanere in tema, ricordiamo la necessità di ribadire il no ad altri due impianti che hanno tenuto ultimamente banco: l’ormai annoso impianto di Scarlino (bocciato in tutte le sedi possibili e che va chiuso, semmai riconvertito a funzione “fredda”) ed il pirogassificatore proposto a Barga. Nonchè – ovviamente – un no secco a qualsiasi minimo incremento – inutile, ridondante, dannoso per la salute e per l’ambiente – della potenzialità termovalorizzatrice di AISA a San Zeno (AR) ed – infine – la chiusura nel 2021 della discarica di Podere Rota a Terranuova B.ni, liberando finalmente il territorio valdarnese da un impianto che l’ha ammorbato per quasi 25 anni…

Tornando al quadro generale – di conseguenza – sul tema va avanzata fortemente la necessità di una revisione completa dell’attuale Piano dei rifiuti, che sposi sul serio la strategia “rifiuti zero” e una reale economia circolare, ribaltando la gerarchia delle scelte regionali.
Ed il Partito Comunista, col proprio candidato Presidente della Regione Toscana Salvatore Catello, si batterà con tutte le proprie forze per questo…”