Il Consiglio Comunale aperto

Comune di Arezzo
Comune di Arezzo

Il Consiglio Comunale aperto è stato convocato per discutere delle tematiche sociali ed economiche più urgenti in relazione alla situazione venutasi a creare a causa dell’emergenza sanitaria. Hanno preso la parola sia cittadini in forma individuale che in rappresentanza di associazioni e categorie.

I temi sottoposti all’attenzione dell’assemblea sono stati vari: Piazza della Badia e le condizioni di sicurezza e degrado che la coinvolgono, la carenza di personale in alcune aree critiche del sistema sanitario e la necessità di accorciare la catena di comando nell’ambito della macro-area, il rapporto tra ospedale del capoluogo e presidi periferici del territorio, le prospettive dei giovani nel mercato del lavoro e la necessità di un investimento sulla loro formazione fino a concepire uno specifico assessorato che istituzionalizzi i percorsi, il confronto e la gestione delle risorse, la necessità di programmare una visione della città che regoli il rapporto tra realtà manifatturiera e turistica, tra città multiculturale e legami con la sua tradizione identitaria, un percorso partecipativo per illustrare ai cittadini la reale natura e il funzionamento dei servizi sociali ed educativi del Comune dove tutti possano parlare ed essere ascoltati, l’attenzione da riservare ai cambiamenti socio-economici di carattere strutturale che caratterizzano la città anche da prima della pandemia, un raccordo tra istituzioni locali e mondo del lavoro per costruire progetti che mettano insieme i soggetti economici, la necessità di riqualificare i lavoratori tra i 45 e i 50 anni e di organizzare incontri tra organizzazioni sindacali e associazioni del mondo dell’impresa, l’allargamento della platea di utenti della mensa scolastica, la richiesta di un supporto dell’amministrazione comunale all’iniziativa di un mercato in zona Saione dei settori agricolo, florovivaistico e dell’agriturismo, la necessità di fare fronte alla crisi del turismo, la creazione di un ponte tra istituzioni e associazioni culturali per agevolare queste ultime nel reperire i finanziamenti derivanti dai vari bandi, i livelli di dispersione scolastica diventati preoccupanti, i problemi delle associazioni di promozione sociale e lo stop delle attività per realtà associative delle frazioni come le proloco, quando e se potranno tornare a suonare ad Arezzo i musicisti aretini, le opportunità da dare ai giovani.

Hanno preso la parola i consiglieri regionali Lucia De Robertis: “il rapporto regionale sulla povertà dimostra che questa si è diffusa anche nella nostra zona. La Regione ha fatto la sua parte, destinando decine di milioni di risorse all’emergenza, accelerando i meccanismi di erogazione della cassa integrazione, aiutando il volontariato, sospendendo i pagamenti e posponendo le scadenze. C’è un Pil in ripresa e ora dobbiamo essere pronti a intercettare la nuova massa di risorse dall’Unione Europea. La Regione è pronta in questo a collaborare, non ci tireremo indietro nel sostenere il territorio. Io ci sarò”. Marco Casucci: “ad Arezzo il 2020 ha colpito al cuore i comparti strategici. I primi segnali di ripresa vanno saputi cogliere e dovrebbero prevalere idee forti come gli incubatori di impresa, lo sviluppo delle risorse umane, il superamento dei gap infrastrutturali e digitali, un brand Arezzo per moda e oro per riuscire a competere con i nostri concorrenti. A oggi non rilevo una visione adeguata da parte della Giunta regionale”. Gabriele Veneri: “i disservizi sanitari che i cittadini hanno dovuto subire sono condannabili e vanno attribuiti a carenze di personale e strutturali. La battaglia da condividere è per un ritorno alla Asl di Arezzo che disponga di risorse adeguate e garantisca autonomia territoriale”. Vincenzo Ceccarelli: “dovremo continuare ad affrontare difficoltà importanti e al contempo riuscire a vincere le sfide, con una grande capacità progettuale e superando le divisioni. Per la E78 siamo in vista di una svolta definitiva e dovremo progettare il tracciato della strada regionale 71 a sud di Arezzo. Gettando uno sguardo sul capoluogo, rilevo che è già una città multiculturale ma questo non è un fattore che annienta la nostra identità. Per il suo sviluppo futuro non vedo contraddizione tra manifattura e turismo”.

Anche Anna Lapini per la Camera di Commercio ha ricordato la flessione dei settori produttivi mentre per il terziario si registra nel 2020 un meno 6,9%. “Quest’ultimo ambito è vasto ed eterogeneo ed è plausibile che alcune tipologie di attività abbiano subito conseguenze più negative, in primis ristorazione e turismo che segna un meno 47,5% di presenze. Il protrarsi delle misure emergenziali ha portato a una riduzione delle previsioni di recupero previste dai modelli di analisi”. Tra le proposte: tutela dei servizi di vicinato e della Fiera Antiquaria, sostegno ad Arezzo Fiere e Congressi, impegno per la sostenibilità ambientale.

Francesco Ghelardi per la Asl Toscana sud est ha confermato le criticità sulle liste di attesa di alcune prestazioni “ma stiamo lavorando per ripartire e accelerare i tempi, potenziare il San Donato e i servizi territoriali. Nonostante le difficoltà riscontrate, siamo molto fiduciosi per il futuro”.

L’onorevole Maurizio D’Ettore: “la prossima è la settimana del Consiglio Europeo che dovrà definire tutti i passaggi per la ripresa economica e quelli nazionali del recovery fund che, come noto, si compone di sei missioni sulle quali gli enti locali potranno avere un ruolo fondamentale. Dovremo essere pronti. Propongo un tavolo con le associazioni di categoria che si occupi di delineare le prospettive che Arezzo può proporre”.

Tra gli interventi dei consiglieri comunali, Marco Donati ha auspicato che di questo Consiglio Comunale l’amministrazione faccia tesoro e che tale modalità di dibattito non resti un unicum ma diventi una sorta di prassi: “sottolineo l’intervento di D’Ettore che ha proposto una strada da seguire. Confermo la nostra disponibilità ad affrontare insieme temi che vanno dal polo della formazione alle infrastrutture materiali, dall’amministrazione veloce al turismo di qualità”. Anche Michele Menchetti si è detto soddisfatto di questo momento di confronto e ha auspicato che il prossimo analogo si svolga in presenza: “la consuetudine da far prevalere dovrà sempre avere come faro l’interesse comune, sul modello dell’hospice”. Francesco Lucacci ha rilevato come questo Consiglio Comunale si sia svolto in assoluta sicurezza, con una modalità che ha anche evitato alcuni costi per l’amministrazione comunale quali potevano derivare ad esempio dall’utilizzo degli spazi di Arezzo Fiere e Congressi. “Non ho rilevato un grande numero di partecipanti, in ogni caso abbiamo sentito interessanti proposte, Fratelli d’Italia sarà in prima linea per agevolare l’amministrazione a dare risposte e ripartire di slancio”. Federico Rossi ha ringraziato gli uffici comunali per avere messo il Consiglio Comunale nella condizione di svolgere una seduta aperta a distanza mentre per Francesco Romizi la modalità online ha creato difficoltà oggettive per i cittadini: “stiamo provando a uscire dalla pandemia a livello locale con interventi spot senza strategia. Pensiamo solo alla mancanza di risorse per la tutela della salute, per il sostegno ai centri diurni, agli anziani e ai disabili, per la lotta alla solitudine ed emarginazione. Il piano post-Covid in realtà non esiste. Quello di oggi è un esercizio di democrazia e partecipazione che andrebbe istituzionalizzato”. Donato Caporali ha sottolineato che ci sono risorse di Regione, Governo ed Europa che vanno intercettate: “i provvedimenti della Giunta dinanzi a una situazione oggettivamente senza precedenti risultano insufficienti. Occorre uscire da una gestione emergenziale, anche grazie alle idee e proposte che abbiamo sentito, in vista di una città solidale, rilevante nel panorama regionale e nazionale e con un futuro aperto alle nuove imprese, alla green economy e all’innovazione tecnologica”. Meri Stella Cornacchini: “restiamo molto attenti al territorio e ogni giorno ascoltiamo i cittadini. Molte cose che abbiamo sentito ci sono già state segnalate e continueremo in questo ruolo di tramite tra la comunità e l’amministrazione comunale”. Simon Pietro Palazzo “ne è passata di acqua sotto i ponti dal 24 febbraio 2020 quando Ghinelli lanciò il primo allarme Covid. In questo anno e mezzo tutti hanno visto chi si è impegnato per fronteggiare l’emergenza e risalire la china”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “la prima considerazione muove dai dati forniti dai rappresentanti di categoria. In particolare, quelli che hanno sottolineato la riduzione dei visitatori di quasi il 50% nel 2020: tutto ciò ha comportato una riduzione di Pil per il terziario di circa il 7%. Questi due dati numerici sono molto distanti ma significano una cosa importante: che la città ha reagito bene e limitato il danno, anche grazie all’azione messa in campo da questa Giunta. Adesso dobbiamo riproporre sia l’immagine di una città indenne dal Covid per il suo rilancio turistico sia le attività che abbiamo dovuto sospendere. Mi riferisco in primo luogo alla Fiera dell’Antiquariato. Non dimentichiamo che questa manifestazione è già ricominciata, in un’ubicazione diversa da quella tradizionale ma con una diposizione che non ha penalizzato gli espositori. È comunque mia intenzione proporre al prefetto che l’edizione di luglio torni nuovamente in centro storico, la sua sede naturale. Le considerazioni su turismo ed eventi ci permettono di allargare il discorso alla domanda di carattere generale: come ripartire? Intanto muovendo da un assunto: non c’è dualità tra manifatturiero e turismo e il trait d’union può essere costituito dall’oro. Ecco perché è importante il museo dedicato a questo tipo di manifattura e stiamo lavorando con Regione Toscana per giungere alla sua inaugurazione a dicembre di quest’anno. Un’ultima considerazione su questo Consiglio Comunale: se qualcosa abbiamo dovuto imparare dal Covid è stato anche confrontarci civilmente tramite la tecnologia. Uno schermo piatto non consentirà di vederci direttamente ma l’importante è quello che diciamo più che come lo diciamo”.