Consiglio Comunale “rovente”. Opposizioni all’attacco, Ralli: “Ghinelli o si dimetta o non si ricandidi” LA DIRETTA VIDEO

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Un’assise particolarmente “bollente” per le ultime vicende Multiservizi.

Apertura di Consiglio Comunale dedicata, infatti, alle interrogazioni. E subito dalle opposizioni sono partite domande al sindaco sulla vicenda di cronaca.

Per il partito democratico, è toccato al consigliere comunale Luciano Ralli: “la giornata di oggi è una delle pagine più tristi nella storia cittadina degli ultimi anni. Circa 10 giorni fa siamo venuti conoscenza che buona parte dell’amministrazione comunale è sottoposta a indagini. C’è stata una proroga delle stesse per le consulenze di Coingas, se ne sono aperte di nuove su una vicenda che riguarda la Multiservizi. Non possiamo minimizzare e nessuno provi a dire che quanto emerso è una chiacchierata tra quattro amici al bar. I protagonisti dei dialoghi riportati dalla stampa erano il sindaco, l’allora presidente in carica di Coingas, il futuro presidente di Arezzo Casa, indicati tutti dal sindaco, e uno dei maggiori esponenti politici del centrodestra: il consigliere portavoce della maggioranza in Consiglio Comunale. Il luogo del dialogo pare essere stato l’ufficio del sindaco, a 10 metri da quest’aula. Il fatto parrebbe, il condizionale è d’obbligo: soldi in cambio di nomine istituzionali. L’altro elemento che viene riportato è, come noto, il seguente: la registrazione di uno dei partecipanti alla riunione all’insaputa degli altri tre. Nessuna fiducia reciproca. Poi, sempre la stessa persona conserva il file per tre anni: la sfiducia continua nel tempo. Fuori di questo palazzo gli aretini affrontano sulla propria pelle i problemi quotidiani. La città è ferma, non lo dice l’opposizione ma lo ha dichiarato il vescovo. Mentre una parte della politica e delle istituzioni cerca faticosamente di ristabilire credibilità e fiducia, qui abbiamo un gruppo di persone che mette in atto comportamenti devianti. Nel merito penale lo deciderà la magistratura ma nel tono e nel linguaggio politico lo sono sicuramente. Basta leggere la trascrizione delle registrazioni. La destra aretina non perde i vecchi vizi che fecero cadere l’amministrazione Lucherini. E anche qui non lo dico io ma lo storico leader Maurizio Bianconi. Da questi esponenti della destra aretina è bene prendere le distanze, il sindaco avrebbe dovuto comportarsi diversamente: non lo scrive l’opposizione ma i due maggiori dirigenti locali di Forza Italia. La stagione di questa amministrazione oggettivamente è finita e le dimissioni sarebbero d’obbligo ma nel frattempo è arrivata la sua scadenza naturale. Vorremmo allora una campagna elettorale in cui confrontarci sui progetti per la città dei prossimi 10 anni. Probabilmente su visioni differenti, ma questo dovrebbe essere. A oggi, però, dobbiamo chiedere al sindaco due cose. La prima riguarda le risposte politiche, perché la politica deve fare pulizia senza aspettare le sentenze, per rassicurare gli aretini sulla trasparenza dell’amministrazione e sul corretto utilizzo dei soldi pubblici. La seconda: se il sindaco non è in grado di togliere dal tavolo del confronto politico le ombre inquietanti che lo avvolgono, ne tragga le conseguenze: si dimetta o non si ricandidi”.

Francesco Romizi ha presentato due interrogazioni, la prima sul filone d’inchiesta legato alla Multiservizi. “Dalle registrazioni dei colloqui, emerge, aldilà del sospetto reato di corruzione che dovrà essere accertato dalla magistratura, un quadro ‘di bassa politica’, una cornice di squallore nel gestire la cosa pubblica che coinvolge i massimi esponenti dell’amministrazione cittadina. A distanza di quindici anni da Variantopoli, sentiamo ancora parlare di inchieste, di perquisizioni, dell’uso delle cariche non finalizzate al servizio della comunità ma legate a interessi personali. Peraltro, all’epoca di Variantopoli, l’attuale sindaco era esponente di spicco della giunta che finì travolta dagli scandali, senza accorgersi di quello che succedeva. A Ghinelli chiedo quali sono i criteri che ha seguito nelle nomine dei rappresentanti del Comune nelle aziende partecipate, che non appaiono certo in linea con lo spirito adottato dall’amministrazione precedente o coerenti con la delibera consiliare 96 del 2015. E se non ritiene opportuno, alla luce di queste vicende, che evidenziano quantomeno proprie pesanti responsabilità politiche, rassegnare le dimissioni per consentire il ripristino di un quadro di trasparenza, correttezza amministrativa e fiducia nella gestione della cosa pubblica”.
La seconda sull’inchiesta giudiziaria cominciata nel luglio scorso “che ha visto indagati per peculato e abuso di abuso d’ufficio vari amministratori del Comune di Arezzo e della società Coingas. In una nota alla stampa il sindaco ha dichiarato chi i suoi legali hanno ricevuto da parte del Gip l’avviso di richiesta di proroga del termine delle indagini. Si può sapere che tipo di atto è? Si tratta o no di un avviso di garanzia?”
Anche Alessandro Caneschi ha posto l’attenzione sui criteri di nomina nelle aziende partecipate: “al momento dell’insediamento di questa amministrazione sentii parlare di criteri meritocratici e non lottizzatori. Mi pare che sia un proposito miseramente fallito. Dalle intercettazioni riportate dagli organi di stampa emergono dialoghi inquietanti. Amendola è stato nominato nel 2016, poi confermato nel maggio del 2019, sempre dal sindaco. Lorenzo Roggi è stato proposto sempre da Ghinelli per Arezzo Casa. Viene da chiedere con quali motivazioni. Alla luce delle parole riportate dalla stampa, quelle scelte sarebbero confermate? O non è il caso di chiedere le dimissioni di Amendola e Roggi?”
Andrea Modeo: “Arezzo è tornata dopo 15 anni nelle pagine di numerose testate locali e nazionali. E questo nel momento in cui la città si propone come capitale italiana della cultura. Ma non cultura della legalità. Sono state protocollate le dimissioni di Amendola? Se sì, non è il caso di sollecitare analogo atto da parte di Roggi, visto che il primo non compare neanche nelle intercettazioni, a differenza del secondo?”

Ancora Andrea Modeo ha chiesto i dati sulla spesa per carburante per le auto di proprietà del Comune e delle aziende partecipate e in quali distributori viene fatto rifornimento.

Luciano Ralli ha poi lamentato, al momento della delibera di Alberto Merelli sulla comunicazione dei prelevamenti dal fondo di riserva, come “adesso siamo costretti ad ascoltare l’assessore al bilancio senza che ci abbia mai chiarito la sua situazione. E dopo che è stato assente per due mesi durante Consigli Comunali in cui sono state discusse pratiche finanziarie. E mancava anche il dirigente del servizio. Non siamo nelle condizioni di serenità tali da restare in aula. Per questo l’opposizione abbandona i lavori consiliari”.

Luciano Ralli e le opposizioni hanno lasciato l’aula. E tenuto, in seguito, una conferenza stampa.